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Al païs d'Lü, n. 5 (1999), p. 3 |
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Cittu, cittu al mustru al crês
...ma lu fomma turnà
a la base al bel faruaji
Me car diretur
d'"Al Païs d'Lü"
Da trop
tëmp a stomma cittu ans in argumënt
ch’al duvreisa nënt lasami dromi
e dami rechia.
A scriv an dialêt
munfrin, cun quaica variasion ant la pronunsia, an modu chi posu
leslu e capilu tücc i païs d’atur.
Aiomma ans la testa cul Bastard d’in
Mustru, ca m’han ampurà quaranta e pü ani fa e ades - slarga da chì e gionta da là, sbasa d’adsà e iausa d’adlà - l’è ormai rivà d’adzuri da la Tur e da là ‘nsümma, ancurunà da in reu d’badanai e d’barlafüs spaventus e schifus al sbanata corni e urgilon contra al païs, contra i trei campanin ch’ai lu circondu, contra
San Valè e contra la Tur, chi son i simboli storici e sacri dal nost
Païs antic, unurà e cunsì an
tüt al mônd, propi per avei già da cento anni il Primato mondiale
delle Vocazioni (sacerdoti e religiosi, missionari e suore) e per avere
antichissime tradizioni sacre e anche due campioni di Santità, San Valerio, vescovo
e martire, nostro Patrono e il Beato don Filippo.
E propi
a San Valè aion facc la figüra pi scandalosa e sacrilega perché quei “macachi” “guastatori scelti” e devastatori dell’ambiente e del patrimonio artistico e sacro
aian ocupà l’area
d’l’antic Sacrari dal reliquii
dal nost “Patrono” ma al colmo dla
gramisia d’icc disgrasià a l’è che aian strà ant’al butüm
dal fundasion i rest dal
sacrari, truvà ant i sgav.
Ma a
l’è nënt tüt: cui
bei puciu ch’aian prugetà e costruì cul vitiperi malfrugià e sbirulà, ai l’han piantà al vertice d’in Panorama ca
l’è na rarità per grandiosità e varietà strasurdinaria e aisì aian deturpà tüt
al “centro storico e l’area più
delicata e sacra della balza più bella del nostro paese”, adés
masacraia e duminaia da in mustru bastard e schifus, ca l’è tant indecënt c’as po’ nënt qualificalu
cun paroli nurmali, ma amsò truvà e serni al paroli pü significativi, le più incisive
del volgare, anche nostrano, il che è problematico, ma a detta di molti, è di
certo più efficace.
Ma guardiamo che cosa ci hanno lasciato sul luogo del disastro
questi campioni della bruttezza integrale:
1- uno
sgraziato e volgare blocco murario, uno scatolone ingombrante, in stridente contrasto
con la maestosa dignità della Torre e con il vetusto ambiente del centro Storico;
2 - l’aberrante posizione di
questo enorme supporto dalle orrende e sconcertanti attrezzature
brancolanti, sopra il cornicione, a varie quote superiori alla Torre e creano
spaventose visioni da incubo, provocate da questo spropositato "spauracchio",
che sembra agitare nel vuoto forme spiritate che rievocano ridde e saghe delle antiche
leggende.
3 - le apparecchiature di forme
tetre e spettrali, orribilmente sgradevoli e disposte in modo repellente, che costituiscono
un orrido ammasso disordinato di ferraglie e che insieme ai forconi, lanciati
verso il cielo, e agli spuntoni diretti in ogni senso danno l’impressione di un
disordine da caos pseudo-tecnico e lasciano nello spettatore
la convinzione che siamo alla presenza di un’opera da
incoscienti, negati ad ogni senso di estetica e di decenza professionale.
Le recenti fotografie che pubblichiamo
scattate da punti di vista più significativi, dimostrano
la insensatezza di tutto quello che si è fatto di disastroso e di orrenda bruttezza
nel centro storico, attorno alla nostra Torre maestosa, sopraffatta e
violentata con infame indifferenza e menefreghismo, ma soprattutto con demenziale
e bestiale disprezzo di ciò che è sacro e degno di rispetto.
La situazione attuale è
allucinante e impossibile a descriversi con parole ordinarie: ci vorrebbe un
vocabolario da trivio, perchè le enormità negative
che saltano agli occhi sono tali e tante, da
sopraffare chi scrive con amarezza e con ribrezzo su questo spinoso e disastroso
tema: una "disgrazia" incommensurabile e danni forse irreparabili piombati
nel nostro paese, per colpa di pazzi, di inetti, di idioti, che vanno
rintracciati e puniti con la galera o col manicomio.
Luesi, guardate con attenzione queste foto e manifestate apertamente
la vostra opinione.
Siamo per fortuna entrati in
un clima diverso dal passato e vi sono -fiorenti ed efficienti- belle e
numerose organizzazioni per la difesa del patrimonio artistico e ambientale,
per la protezione delle opere artistiche, del paesaggio e di quanto concerne le
bellezze immense della natura.
Noi siamo già a contatto con
un gruppo nostrano che opera in questo senso, chiede cooperazione e ci offre la
sua collaborazione: per intanto è bene avvertirvi che il paese di Lu è già segnalato per essere infestato e disastrato dalla
più mastodontica e la più "ributtante"
costruzione di bruttezza talmente schifosa ed esecranda, da
essere [nel Monferrato], qualificato come il sicuro detentore del “Primato del
brutto, che più brutto non si può”.
E a noi toccano, oltre al danno il disprezzo e le
beffe, anche la vergogna e l’ignominia. Ora la nostra sopportazione è esaurita
e la nostra indignazione ci dà via libera a tutti gli improperi che meritano i
responsabili di questa tragica e orrenda situazione. E
diciamo solo “Ora basta! La vostra è una bestemmia massificata, consolidata,
evidenziata al cospetto di tutti e conclamata contro tutto
e contro tutti”: e po' a sìi amnì fina ans al Castè a lasà cul
MAXI SUPER STRONZ ch'a l'è la vostra firma. Cust a l’è al nost slogan e la nostra
richiesta:
DISTRUZIONE IMMEDIATA
DEL MAXI SUPER STRONZ.
Angelo Verri
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