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Una storia controcorrente

Sabato 31 agosto 2002 è stata riaperta a Lu Monferrato la chiesa di San Giacomo, dopo un sapiente restauro.

Fondata nel Duecento sul fianco disagevole di una collina, espressione in origine di una comunità di umili artigiani e piccoli proprietari, ha più volte conosciuto rovine e rinascite. Addossata alle mura del paese, fu esposta nei secoli al tiro delle armi da guerra e ai saccheggi delle soldataglie, ancor più delle altre due chiese parrocchiali. Così accadde nell’anno 1559 quando, terminate le ostilità del conflitto franco-asburgico, l’edificio di San Giacomo era solo un cumulo di macerie. Fu allora che la poverissima comunità rionale, coesa intorno al suo simbolo religioso, iniziò a proprie spese una faticosa ricostruzione. Verso la fine del Cinquecento, essendo le navate ancora sprovviste di copertura, i fedeli si riunivano dentro la chiesa… a cielo aperto, attorno ad un umile altare di pietra, fornito solo di tovaglie e di una croce di ferro. E San Giacomo fu ricostruita, tra le lacrime, ma fu ricostruita. Uno splendido gioiello.

Nel 1998, storia dei nostri giorni, le strutture della chiesa minacciarono rovina e l’edificio fu chiuso: un simbolo, o forse un paese, s’avviava al tramonto. Una storia come tante. Poi è accaduto qualcosa di singolare, così interessante da attirare l’attenzione degli antropologi: un gruppo di volontari, ognuno dando un contributo secondo le proprie competenze, artigiani e architetti, studenti e insegnanti, restauratori e semplici appassionati, ha dato vita all’Associazione Culturale San Giacomo, promuovendo una complessa opera di recupero dei beni culturali luesi e insieme una puntigliosa ricerca storica. Le istituzioni civili ed ecclesiastiche hanno risposto a tanto entusiasmo, la popolazione luese si è stretta attorno ai suoi… giacobini.

Numerosi cantieri di restauro, pubblicazioni di notevole valore scientifico ed emozionale, un rapporto di collaborazione con il Conservatorio di Alessandria, un Archivio Storico del Territorio e un Museo che già si annuncia come un piccolo gioiello e il cui allestimento sempre più coinvolge la popolazione, perché un museo riceve luce dagli occhi di chi, giorno dopo giorno, impara ad amarlo… Così è nata e così vive un’associazione culturale in un paese di circa 1200 abitanti, così è nata e così continua una storia controcorrente, un’avventura dell’anno 2006.