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Monferrato Arte e Storia, n. 13 (2001), pp. 114-115 |
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Recensioni e
segnalazioni
G. Ribaldone, Alasina, Associazione Culturale
San Giacomo, Lu 2001, pp. 76
Primo
titolo di una nuova collana (“Microcosmo in filigrana”) recentemente avviata
dai “Quaderni Luesi”, Alasina raccoglie venticinque
microstorie, tutte di argomento luese,
recuperate da G. Ribaldone dalle minute quattro-cinquecentesche dell’Archivio Notarile del Monferrato. Con abile regia l’autore le dispone in tre
fasce cronologiche simmetriche, di otto episodi
ciascuna, sigillandole con un epilogo; tessere di un mosaico composto di scene
complementari, che restituiscono al lettore la mobile quotidianità di un paese monferrino nei primi decenni dell’evo moderno. Puntuali
rinvii alle fonti, evidenziati da un’innovativa impaginazione del libro,
garantiscono al racconto un rigore documentario che trasuda, per così dire,
dentro al testo stesso: rapide citazioni si impastano
alla prosa (sempre sorvegliatissima) dell’autore e ne
attenuano (con le dimesse cadenze del latino notarile) il tendenziale lirismo.
Da
questo mazzo di microstorie emana un intenso profumo di moderna inquietudine.
L’autore ne è consapevole: “Carte notarili di cinque
secoli fa. Un giorno… v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri e vi sostò
irrequieto” (p. 36). Il prestito montaliano (ma
quante allusioni alla letteratura novecentesca si trovano nei sottotitoli e nel
testo!) non suona gratuito; serve invece a riproporre
una meditazione severa sui temi eterni della vita e della morte, del tempo,
della violenza, della fame, ma soprattutto della solitudine, “che fa più paura
della morte” (p. 24). Il pessimismo che distilla dalla lezione della storia,
grande o piccola che sia, non è mai assoluto; il
miracolo montaliano può ancora verificarsi: se
attecchisce un fiore di speranza, se un arcobaleno si disegna dai gesti
solidali dei luesi; se figure femminili, come Alasina e Margarina, resistono forti come rocce, pur nella
loro fragilità.
Bruno Ferrero