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Inserimento di sabato 8 novembre 2008

Sono passati dieci anni dall’agosto 1998, quando siamo entrati per la prima volta in San Giacomo; ma già dall’anno precedente, alla Festa dell’Uva, una bella mostra, curata da Gianfranco Ribaldone e da Gino Forni, esponeva documenti storici, foto e reperti, vagheggiando in pubblico dibattito il Museo del Territorio.

Il 15 novembre inaugureremo il Museo d’Arte Sacra San Giacomo di Lu, parte integrante del Sistema Museale Diocesi di Casale Monferrato. Oltre il Tesoro del Duomo di Casale, altri piccoli o grandi Musei verranno; l’idea è stata da subito quella di costituire non un grande museo dove concentrare tutte le opere più belle della diocesi, ma tanti piccoli musei, ove le opere d’arte abbiamo vita, storia e collocazione storica.

Passare da un’idea di Museo del Territorio a quella di Museo d’Arte Sacra è stato semplice: il nostro territorio è pervaso lungo tutto il corso della sua storia dalla presenza della Chiesa; d’altronde mettere in piedi un Museo di attrezzi agricoli o simili, pur non privo di interesse, comportava due problematiche: primo dove farlo, e secondo la facilità di trovare cose simili anche molto vicine a noi (vedi il Museo di Alessandria).

Il nostro museo partirà dalla storia antica, quella del  “pagus” romano di Mediliano, reperti medioevali e via via,  lungo la storia, fino ad “esplodere” nel Settecento, ricco di opere, quadri, vasellame sacro. Qualcuno si chiederà: “E il quadro dei Canonici del Guala?” E’ una lunga storia: fu portato via per restaurarlo dalla Soprintendenza, poi, con la scusa che a Lu non fosse al sicuro, fu depositato temporaneamente nel Museo Civico di Casale. Si raccontarono tante storielle sul fatto che Don Robione stesse per venderlo e simili: la verità invece, comprovata dai documenti storici in nostro possesso, è che quel quadro venne portato a restaurare, e non tornò più per scelte discutibili della Soprintendenza. Ma resta ed è di proprietà della Parrocchia San Valerio di Lu, come descritto sul cartellino esposto vicino al quadro. Non vogliamo arrivare a prove di forza, cause legali o simili: vorremmo però che tutti gli attori di questa vicenda si convincessero dell'opportunità di riportare a Lu nel nuovo Museo il quadro. Il nostro Museo possiede sistemi d’allarme, sistema digitale di video sorveglianza, e quant’altro utile e necessario a garantirne l’incolumità, e la possibilità di poterlo visitare, tutti i sabati e le domeniche.

Il nostro Museo... un sogno lungo dieci anni, sopravanzato tante volte da altre emergenze; prime fra tutte, il terremoto del 2000, con tutti i suoi danni.

Chi vuole darci una mano a tenerlo aperto, ad accompagnare i visitatori, si faccia avanti senza paura: noi non siamo una setta, siamo un gruppo che ha bisogno di una mano da tutti, convinti che ciò che stiamo facendo porti bene al nostro paese, sia in termini di raccolta di documenti storici da tramandare sia in termini di “presenze” nuove sul nostro territorio: chi partecipa ai nostri concerti ha potuto constatare quante persone vengono a Lu da fuori, quanti si fermano a mangiare, a fare un giro nel paese ecc. Anche questo può fare la differenza.

Lu è un piccolo paese, ma con grandi iniziative e grandi aspirazioni, tanto che grandi musicisti, come il violinista Pierre Homage, che ha suonato con le orchestre più importanti del mondo, e con direttori come Muti e Von Karaian, si diceva ammirato di trovare in un piccolo paese tanta vivacità intellettuale, tante organizzazioni, tanta eccellenza dei nostri vini e dei nostri ristoranti, ma soprattutto tanta cortesia.

L’inaugurazione si terrà sabato 15 novembre alle ore 17.45 alla presenza delle Autorità e del Vescovo di Casale. Seguirà nella chiesa di san Giacomo alle ore 21.15 un Concerto per pianoforte a quattro mani dei maestri Sergio Marchegiani e Marco Schiavo.

Vi aspetto numerosi.

Leo Rota